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October 20 Il ladro pentitoCome in un programma di Lucarelli, partiamo dalla fine: blando chiude la porta, incontra il suo vicino, lo saluta e scendono insieme i cinque piani fino al portone, lo apre, fa passare il ragazzo che si congeda allungando il passo nel cortiletto mentre blando distrattamente guarda le mattonelle, distrattamente guarda i citofoni e la rampa per i disabili, distrattamente guarda la serranda perennemente abbassata dello studio di commercialisti fantasma che non apre mai, distrattamente guarda il cielo, la bici appoggiata al muro, la vetrina del negozio di condizionatori e la strada di fronte a sé, con il portone del palazzo di fronte, l’edicola, le macchine, i secchioni.
Facciamo un passo indietro (come fa Lucarelli in Blu Notte): una domenica di settembre. Tre ragazzi osservano sullo schermo di un computer le foto di Street View su Google Maps. Non cercano niente di particolare, i tre ragazzi; guardano il palazzo dove abita un loro cugino a Roma, poi commentano qualcosa della legge sulla privacy che questa applicazione disattende. Guardano un signore il cui viso è perfettamente riconoscibile che si ferma davanti al distributore di preservativi sotto la farmacia all’angolo della strada e pensano: “E se ci fosse andato all’insaputa della moglie?”. Poi cercano casa di blando. Nella foto le serrande della camera da letto sono abbassate. “Doveva essere domenica” suggerisce blando. “E’ che stai sempre a dormì” suggeriscono infidi loro. Sono allegri i tre ragazzi, specie quando notano la bici parcheggiata davanti al palazzo. “E’ la mia!” afferma blando, tra lo stupore ilare degli altri.
E qui la nostra storia prende una piega imprevista: blando torna a casa, è domenica, è stanco e va a letto presto. Il mattino dopo, alla solita ora, esce per andare a lavorare e, come nel gioco “trova le differenze” dei settimanali di enigmistica, il suo intuito gli suggerisce una variazione nel panorama.
Distrattamente guarda le mattonelle, il cielo, la serranda, la vetrina, l’edicola e il palo vuoto dove la sua bici immortalata da Street View dovrebbe trovarsi.
Dovrebbe perché non c’è. Svanita con tutta la catena e senza segni apparenti di scasso, nemmeno un pezzetto di ferro a terra per testimoniare la rottura del lucchetto, forzato probabilmente da mani esperte.
“Ma da chi?” si chiede blando. L’ombra del dispetto comincia a farsi largo nella sua mente. Di fianco infatti ci sono altre quattro biciclette, alcune nuove e sicuramente di maggior valore della sua. Le ipotesi sono tre: o qualche pseudo-disabile (a Roma ce ne sono migliaia con i tesserini della nonna invalida, impuniti e arroganti come tutti i privilegiati) che parcheggia proprio lì di fronte e non gradisce la presenza della bici quando apre la portiera; oppure uno di quegli zingari che periodicamente fanno la spesa nei cassonetti dell’immondizia e portano via tutto il possibile (come uno dei due motorini rubati proprio al blando anni fa); o infine, ipotesi ancora più inquietante, quello strano bullo che lo aveva fermato per strada.
Qualche giorno prima blando camminava immerso nei suoi pensieri quando uno di quei periferici bellimbusti popolanti l’entrata dell’agenzia di scommesse lo aveva chiamato per scusarsi. “Di cosa?” aveva chiesto blando. “L’altro giorno hai attraversato la strada, io non ti ho fatto passare e tu mi hai indicato le strisce pedonali” aveva detto l’altro mimando il gesto. Blando, maledicendo la sua memoria corta e il suo spirito intollerante aveva minimizzato, quello aveva ribadito le sue scuse e tutto era finito lì. Ma qualche giorno dopo la bici era sparita. Un caso? Chissà.
Fatto sta che il blando è rimasto appiedato finché l’animo pio e glorioso di un Signore con la s maiuscola non gli ha elargito un’altra bicicletta che, per evitare ulteriori dispetti, blando ha parcheggiato davanti la Casa dello Studente e non davanti casa sua, alla faccia di Google Maps.
Torniamo ora all’inizio di questa storia. Ve la ricordate? Circa un mese dopo i fatti appena narrati blando esce di casa e osserva distrattamente. Solo che stavolta c’è un particolare in più nel paesaggio: una bici “simil street view” appoggiata al muro. Per la precisione una bici “same street view” appoggiata al muro.
Blando si ferma e la guarda. Sposta la testa verso la spalla sinistra poi azzarda un movimento e si avvicina alla catena, perfettamente intatta attorno al manubrio. Tocca il pedale saldato, il bullone lento, i tacchetti dei freni leggermente storti come quelli della sua bici rubata. E si convince. Quella lì è proprio la sua bici rubata, riconsegnata senza un graffio in più, dopo un mese, da un ladro gentiluomo o da qualcuno convinto che il tempo del dispetto fosse stato sufficiente al padrone per convincerlo a cambiare il posto dove parcheggiava la bici.
E’ quello a cui non pensi che ti lascia interdetto. E’ l’inaspettato che ti costringe a ragionare. O ti emoziona. Nel bene e nel male. Grazie, Lupèn de noantri, e per la bici e per lo stupore provocatomi.
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