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    October 10

    Il pompino più pagato della storia d'Italia

     
    Vi ricordate chi diceva: "Ogni ragazza è seduta sulla propria fortuna e non lo sa?" Era una prostituta americana nel 1910 ma vale anche oggi e nella nostra società sessista, che esalta la donna-oggetto.
    Non è colpa solo degli uomini, sono le donne infatti che vanno, contente e di loro iniziativa, ai provini per fare le veline. E sono sempre le donne, italiane e non certo bisognose, che si vendono per una ricarica al telefonino quando sono adolescenti o per comprarsi una borsa Vuitton quando sono universitarie o cedono ai ricatti di qualche sedicente produttore televisivo.
    Come insegna il grande statista a capo del nostro governo: “La prostituzione è una schiavitù. Il fenomeno del sesso lungo le strade è indecoroso e pericoloso”. E se lo dice lui potete esserne certi, se ne intende eccome! Sono io ad essere in errore quando uso l'espressione “si vendono”. Quella non è prostituzione. Rientra nelle possibilità concesse a una donna in una società come la nostra, è la loro fortuna, la loro miniera d'oro.
    Molte decidono risolutamente di non sfruttare “l'occasione”. Alcune invece sì.
    E sta alla loro astuzia ottenere il massimo da quel comportamento. L'atto in sé è e rimane sempre lo stesso, a qualsiasi livello e per ogni tipo di “ricompensa”.
    Per viaggiare in compagnia di uno con la camicia inamidata e il Cayenne, per ottenere una parte in tv o solo la promessa di una parte, per frequentare feste a base di calciatori, politici e cocaina, per comprarsi la borsa, per fare la Ministra o la Sottosegretaria.
    Noialtri meschini, che siamo al di fuori di queste logiche, ci scandalizziamo - o facciamo finta di farlo - somigliando forse un po' a quella volpe che non riusciva ad arrivare all'uva.
    Ve la ricordate Monica Lewinsky? Certo come no, se la ricordano tutti, è la stagista che negli Stati Uniti “ha praticato del sesso orale”, come si dice in perfetta espressione politically correct, con l'ex Presidente Clinton (marito) e si è tenuta i ricordini sui vestiti per esibirli davanti alle telecamere e diventare famosa o magari ottenere un posto fisso alla Casa Bianca. Ha sicuramente guadagnato i suoi cinque minuti di celebrità, ha scritto un libro e immagino avrà fatto un pacco di soldi con le comparsate televisive. Ecco, quello della signorina Clinton - anche se non so ora di cosa si occupi - è un ottimo esempio di marketing sessuale poiché a fronte di un piccolo investimento (e di un vestito nuovo) la sua miniera d'oro ha dato ottimi guadagni.
    Non entriamo di proposito nel discorso della coscienza e della vergogna - sua e di tutti i suoi familiari - non facciamoci giudicare gretti, censori e bacchettoni, suvvia! D'altronde “il fine giustifica i mezzi”, diceva Machiavelli, una delle teste di cazzo più grosse della storia.
    E non fingiamo nemmeno che sia un fenomeno moderno, esiste dalla notte dei tempi, associato al potere. Gli antichi romani ne sapevano qualcosa.
    Ma oggi qualcuna ha superato in astuzia anche la signorina Clinton. Ed è riuscita, cosa ancor più ammirevole, a non scatenare il polverone globale dell'ex stagista che però, bisogna dire, quel polverone lo ha creato lei ad arte. In ogni caso la logica è sempre quella: il popolino, squallido e meschino, ha insinuato che una pseudo-artista abbia fatto un pompino a un settantenne, anche se ambitissimo dalle spadaccine, e sia diventata per questo Ministro della Repubblica Italiana.
    I miei complimenti! Davvero. Tutti dovremmo farglieli. E lei non dovrebbe intestardirsi a negare. Non si può che ammirarla: primo per il coraggio di fare quello che ha fatto – vi prego, e non è voyeurismo, di immaginarvi mentalmente la scena per un minuto: concentratevi e tentate di non vomitare -; secondo, per la redditività enorme che quel gesto ha prodotto (John Maynard Keynes l'avrebbe certamente abbracciata commosso... e poi l'avrebbe fatta inginocchiare, ma questa è un'altra storia); terzo per l'assoluta mancanza di scrupoli e, anzi, la energica reazione di indignazione di cui è stata capace per difendere il suo onore ferito dalle chiacchiere che non ha potuto far passare sotto silenzio, anche per colpa di donne invidiose e mentalmente fragili.
    Brava! Questa non è affatto prostituzione, una piaga da debellare con fermezza, questa è una partita doppia, con il dare e l'avere portato alle estreme conseguenze per ottenere il massimo profitto. Ragazze imparate: se lo state facendo per una borsa sprecate il vostro tempo, se sarete furbe con gli stessi gesti potreste far parte del Governo!
     

    Comments (3)

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    blandobasswrote:
    Grazie della tua precisazione e dei complimenti Ray; in effetti nei miei interventi tendo a generalizzare... in realtà volevo far notare con un commento sopra le righe come quella frase di Machiavelli venga solitamente usata da sempre più persone come alibi per ripulirsi la coscienza: sono queste persone che, indirettamente, attibuiscono a Machiavelli un senso distorto della frase in questione. Ciao
    Aug. 22
    Ray -_-wrote:
    Carino questo intervento ma hai scritto una cosa non giusta(a mio parere) sul Machiavelli.Spesso viene associata a Machiavelli la frase ''il fine giustifica i mezzi'' ma con un significato differente.Machiavelli non vuole giustificare nulla vuole solo valutare, in base ad un altro metro di misura, se i mezzi utilizzati sono adatti a conseguire il fine politico.Il fine ultimo sarebbe il mantenimento dello Stato. Ciao
    Aug. 18
    Picture of Anonymous
    blandobass wrote:
    AAA corpo vendesi per la carriera
    Il 18% delle giovani italiane arriverebbe a darsi in cambio di un avanzamento di carriera. E per l'8% il modello è la Gregoraci. Lo dice una recente ricerca. (Che vergogna, aggiungo io)
    Corpo di donna in cambio di carriera. Un "do ut des" da vere ciniche che all'idea può far venire la pelle d'oca, ma non tutte le donne la pensano così evidentemente. Lo dimostra un recente studio dell'associazione "Donne e Qualità della Vita", che ha rivelato che il 18% delle studentesse italiane accetterebbe di vendere il proprio corpo per un avanzamento professionale.
    E farlo per farlo, a quel punto preferirebbero uomini col «potere televisivo» (18%) a personaggi influenti del mondo della finanza (15%). Soltanto al terzo posto si piazzano i professori (13%), i calciatori (12%), gli stilisti (9%) e gli aristocratici (6%). I ricconi russi sono sempre più amati (10%), mentre gli sceicchi non attirano più (4%). Delle 540 studentesse intervistate per la ricerca, il 20 per cento si è dichiarato non disponibile a qualsiasi compromesso. Mentre il 62% ha risposto con un diplomatico "non so".
    Il mito del lavoro nel mondo dello spettacolo e della tv porta più della metà delle ragazze (54%) a non escludere una relazione di mero interesse con un personaggio famoso del piccolo schermo come Bruno Vespa. Invece una ragazza su tre, per inseguire il sogno di una vita ricca e sfarzosa, opterebbe per il più giovane manager Matteo Arpe.
    Infine veniamo al mondo accademico: concedersi a un docente della propria università non sarebbe giudicato disdicevole da una studentessa su quattro.
    Sorprendenti risposte anche in tema di verginità all'asta: la condanna per Raffaella (ex gieffina che ha deciso di vendere la propria illibatezza via web) arriva solo dal 33% delle ragazze, mentre per il 15% "anche la propria integrità è un business". Sul banco degli imputati finiscono anche le famiglie: molte ragazze le condannano perché dicono che spesso sono proprio i genitori ad alimentare desideri di ricchezza e voglia di apparire. Il 24% se la prende con il fato, perché «se fossi nata in una famiglia di ricchi non ne avrei avuto bisogno».
    Se devono indicare un modello di donna di successo, un buon 8% cita Elisabetta Gregoraci. Quella che è arrivata dal nulla e invece adesso...
    Oct. 15

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